La problematica medica

Spesso nella definizione della natura di una lesione della mammella si possono incontrare incertezze diagnostiche legate al riscontro di lesioni di difficile inquadramento. Distinguere lesioni iperplastiche di vario tipo, lesioni con atipie, lesioni atipiche e carcinomi in situ non è sempre facile, in quanto i criteri su cui si basa la diagnosi differenziale risentono di una forte dose di soggettività, oltre che della personale competenza, capacità ed esperienza dell’anatomopatologo.

Nessuno conosce i dettagli di come la mente umana elabora la visualizzazione di una immagine e la sua conversione in parole interpretative. Nell’analisi del processo della visione diagnostica si ha innanzitutto l’osservazione dell’immagine, in seguito la selezione degli aspetti caratteristici e porta alla creazione di una immagine semplificata che viene per poi comparare a immagini simili che abbiamo archiviato nella nostra memoria. Dopo questo processo di comparazione riduciamo il tutto ad una classificazione o diagnosi dell’immagine.

Nell’ambito dello screening per il cancro mammario, la diagnostica citopatologica si inserisce nelle procedure di accertamento pre-operatorio delle lesioni evidenziate con la mammografia.

Con la diagnosi istologica è possibile valutare oltre la morfologia cellulare anche l’architettura del tessuto distinguendo tra lesioni iperplastiche tipiche, atipiche, carcinomi in situ e carcinoma invasivo.

Sia nell’esame citologico che in quello istologico, alcuni quadri morfologici possono presentare aspetti cito-architetturali variabili o scarsamente definiti; in questi casi si ha la maggiore variabilità intra ed inter-osservatore. Alcuni patologi possono definire la lesione “atipica”, mentre altri “di incerto potenziale maligno”, “di basso potenziale maligno”, “di potenziale maligno indeterminato” o addirittura maligna.